
“Scegli l’alternativa”: la campagna del MIMIT e il cambio di paradigma nella gestione delle controversie
“Scegli l’alternativa”: la campagna del MIMIT e il cambio di paradigma nella gestione delle controversie
La risoluzione alternativa delle controversie non è più un’opzione residuale. Con la campagna “sceglilalternativa.it”, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy porta mediazione, conciliazione e arbitro fuori dal perimetro tecnico degli operatori del diritto e li colloca al centro della comunicazione istituzionale rivolta a cittadini e imprese, con un obiettivo preciso: diffondere la conoscenza degli strumenti ADR come alternative effettive al giudizio ordinario, soprattutto nei rapporti tra consumatori e operatori economici. Il messaggio è chiaro: prima del processo, esiste un sistema strutturato di strumenti che consente di risolvere le controversie in modo più rapido, accessibile e sostenibile.
L’iniziativa si inserisce in un contesto normativo già ampio e stratificato. Per quanto riguarda la mediazione civile e commerciale, il riferimento resta il D.Lgs. 28/2010, che disciplina tanto le ipotesi di mediazione obbligatoria quanto quelle volontarie o demandate dal giudice. Accanto a questo, per le controversie tra consumatori e professionisti, assumono rilievo il Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005), che recepisce la normativa europea in materia di ADR, nonché la disciplina sull’ODR (Online Dispute Resolution), finalizzata alla gestione delle controversie online. A livello europeo, il sistema si fonda sulla Direttiva 2013/11/UE, che ha imposto agli Stati membri di garantire l’accesso a organismi ADR qualificati per le controversie consumeristiche. Il dato, quindi, è evidente: gli strumenti esistono già; il problema non è normativo, ma culturale.
È proprio su questo punto che interviene la campagna del MIMIT, che non introduce nuovi istituti ma mira a colmare un divario strutturale tra l’esistenza degli strumenti ADR e il loro effettivo utilizzo. Attraverso una comunicazione accessibile e concreta, l’iniziativa semplifica il linguaggio giuridico, rappresenta situazioni quotidiane legate a reclami, servizi e rapporti con operatori economici e mostra la mediazione e la conciliazione come soluzioni praticabili, non astratte. Si tratta di un passaggio significativo: la mediazione viene proposta non come un obbligo, ma come una possibilità concreta di tutela.
Il dato più rilevante, tuttavia, è sistemico. La campagna istituzionale conferma un’evoluzione già in atto sul piano normativo e giurisprudenziale: gli strumenti ADR non sono più concepiti esclusivamente come strumenti deflattivi del contenzioso, ma come forme autonome di tutela dei diritti. In questa prospettiva, mediazione, conciliazione e arbitro non si collocano più semplicemente “prima” del processo, ma accanto ad esso, come alternative effettive e legittimate. È un cambio di paradigma che incide direttamente anche sull’attività degli operatori del diritto, chiamati a conoscerli, valutarli strategicamente e proporli come soluzioni concrete ai propri assistiti.
La campagna “sceglilalternativa.it” non modifica il quadro normativo, ma ne valorizza il significato più profondo: la gestione del conflitto non passa necessariamente dal giudizio. In un sistema sempre più orientato all’efficienza e alla sostenibilità della tutela, conoscere e utilizzare gli strumenti alternativi non è più una scelta residuale, ma una componente essenziale della strategia giuridica.
